Quanto guadagna davvero un freelance web in regime forfettario?
Il regime forfettario è spesso descritto come “semplice e conveniente” per chi lavora nel digitale. Vero, ma solo se capisci due cose: il tuo codice ATECO (e quindi il coefficiente di redditività) e quanto incidono davvero contributi + imposta sostitutiva. Puoi trovare la Tabella Ufficiale dei Codici Ateco sul sito dell’Agenzia delle Entrate a questo link.
In questa guida trovi simulazioni realistiche (non ottimistiche) per professionisti del web, con due scenari tipici: coefficiente 78% e coefficiente 67%. Alla fine avrai un’idea concreta di quanto resta “in tasca”.
Prima chiave: codice ATECO e coefficiente di redditività (perché cambiano il tuo “finto reddito”)
Nel forfettario il reddito imponibile non si calcola sottraendo i costi reali. Si calcola applicando al fatturato un coefficiente di redditività legato al settore ATECO (Allegato 4).
Per molti professionisti del web, i due coefficienti che ricorrono più spesso sono:
- 78% per diverse attività “professionali/tecniche” (gruppo che include codici tra 69–75, oltre ad altri)
- 67% per molte attività legate a informazione/comunicazione e IT (gruppo che include anche 58–63)
Esempi di codici ATECO frequenti nel mondo “web” (verifica sempre col commercialista perché la scelta corretta dipende dall’attività effettiva):
- 73.11 (pubblicità/agenzie pubblicitarie) → spesso ricade nel perimetro “professionale/tecnico” e può agganciarsi a logiche da 78%
- 70.22 (consulenza imprenditoriale/gestionale) → spesso 78%
- 74.10 (design, grafica) → spesso 78%
- 62.01 / 62.02 / 62.09 (sviluppo software, consulenza informatica, altre attività IT) → spesso nel blocco che porta al 67%
- 63.11 (elaborazione dati/hosting) → spesso 67%
Traduzione pratica: a parità di fatturato, un coefficiente 78% produce un imponibile più alto di un 67%. Quindi, in media, paghi di più (salvo altre variabili).
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Seconda chiave: imposta sostitutiva e contributi (la parte che pesa davvero)
Nel forfettario di solito paghi:
- Imposta sostitutiva: 15% (oppure 5% per i primi anni se hai i requisiti di “nuova attività”).
- Contributi previdenziali: dipendono dalla gestione (Gestione Separata, artigiani/commercianti o Cassa professionale). In questa guida assumiamo il caso tipico del freelance web senza Cassa, quindi Gestione Separata.
Nota importante: i contributi previdenziali versati sono deducibili dal reddito determinato col coefficiente (meccanismo rilevante per il calcolo dell’imposta). Pianificare bene è fondamentale.
Disclaimer: aliquote e regole possono variare nel tempo e in base alla tua situazione (altra previdenza, maternità, ISCRO, ecc.). Usa queste simulazioni come bussola, non come consulenza fiscale.
Simulazioni realistiche: quanto resta davvero con coefficiente 78% e 67%
Ipotesi di lavoro (realistiche):
- Aliquota imposta sostitutiva: 15%
- Contributi (Gestione Separata): usiamo come riferimento un ordine di grandezza vicino alle aliquote comunicate da INPS negli ultimi anni (verifica l’anno corrente).
- Nessuna altra deduzione/detrazione personale considerata (per semplicità).
Scenario A: coefficiente 78% (tipico per molte consulenze/marketing/design)
1) Fatturato 20.000 €
Imponibile forfettario: 20.000 × 78% = 15.600 €
Contributi (stima): circa 4.000 €
Base per imposta (imponibile – contributi): ~ 11.600 €
Imposta 15%: ~ 1.740 €
Netto dopo contributi + imposta (stima): ~ 14.260 € (circa 1.185 €/mese)
2) Fatturato 35.000 €
Imponibile: 35.000 × 78% = 27.300 €
Contributi (stima): circa 7.100 €
Base imposta: ~ 20.200 €
Imposta 15%: ~ 3.030 €
Netto (stima): ~ 24.870 € (circa 2.070 €/mese)
3) Fatturato 65.000 €
Imponibile: 65.000 × 78% = 50.700 €
Contributi (stima): circa 13.200 €
Base imposta: ~ 37.500 €
Imposta 15%: ~ 5.625 €
Netto (stima): ~ 46.175 € (circa 3.850 €/mese)
Scenario B: coefficiente 67% (tipico per molte attività IT/servizi informatici/hosting)
1) Fatturato 20.000 €
Imponibile: 20.000 × 67% = 13.400 €
Contributi (stima): circa 3.500 €
Base imposta: ~ 9.900 €
Imposta 15%: ~ 1.485 €
Netto (stima): ~ 15.015 € (circa 1.250 €/mese)
2) Fatturato 35.000 €
Imponibile: 35.000 × 67% = 23.450 €
Contributi (stima): circa 6.100 €
Base imposta: ~ 17.350 €
Imposta 15%: ~ 2.603 €
Netto (stima): ~ 26.297 € (circa 2.190 €/mese)
3) Fatturato 65.000 €
Imponibile: 65.000 × 67% = 43.550 €
Contributi (stima): circa 11.300 €
Base imposta: ~ 32.250 €
Imposta 15%: ~ 4.838 €
Netto (stima): ~ 48.862 € (circa 4.070 €/mese)
Messaggio chiave: a parità di fatturato, con coefficiente 67% tende a restare più netto rispetto al 78%. Ma non è “automaticamente meglio”: dipende dal tipo di attività reale, dal pricing e dai costi che sostieni (che nel forfettario non scarichi analiticamente).
La soglia: 85.000 € e la regola dei 100.000 € (da non ignorare)
Il regime forfettario prevede una soglia di ricavi/compensi. In sintesi:
- 85.000 € come limite “ordinario” per restare/entrare.
- Se superi 100.000 €, la fuoriuscita può essere immediata (non “l’anno dopo”).
Questa è una zona in cui molti freelance del web sbagliano: crescono bene, ma senza pianificazione, e si ritrovano con scatti fiscali e operativi non preventivati.
I costi “invisibili” che tagliano il tuo guadagno reale
Le simulazioni sopra sono “fisco + contributi”. Poi c’è la vita vera:
- software e strumenti (suite, hosting, AI, analytics)
- commercialista
- hardware
- formazione
- coworking, trasferte, marketing
In molti casi, il “netto percepito” scende di 3.000–8.000 € annui (o più), a seconda del tuo modello di lavoro.
Consigli pratici per aumentare il netto (senza “fare magia”)
- Ragiona sul netto, non sul fatturato: ogni salto di ricavi deve essere sostenibile anche dopo contributi e imposta.
- Pricing prima delle ore: aumentare le ore è il metodo più veloce per bruciarsi.
- Servizi ad alto margine: consulenza, strategia, auditing, formazione, pacchetti ricorrenti.
- Accantonamento: crea un “conto tasse” separato e alimentalo ogni incasso.
- ATECO coerente: non è un dettaglio burocratico, cambia l’imponibile.
Scheda EEAT (trasparenza e affidabilità)
Experience: esempi e simulazioni costruite su scenari realistici di freelance web (consulenza/marketing e IT), con attenzione a soglie e “costi invisibili”.
Expertise: spiegazione pratica di ATECO, coefficienti di redditività, deducibilità contributi e logica di calcolo del forfettario.
Authoritativeness: riferimenti a documenti di prassi e tabelle normative (coefficiente 78% e 67%) e regole sulle soglie.
Trust: numeri presentati come stime, con invito a verificare aliquote e condizioni individuali con un professionista abilitato.
Aggiornamento: controlla ogni anno aliquote INPS e modifiche normative prima di prendere decisioni operative.
Questo contenuto è stato realizzato dalla redazione di Innovazione Aziendale, portale dedicato a business, lavoro, digitale e crescita professionale.
FAQ SEO sul regime forfettario per professionisti del web
Qual è il coefficiente di redditività per un freelance web?
Dipende dal codice ATECO e dal gruppo di settore. Molte attività “professionali” ricadono in area 78%, mentre molte attività IT/informazione-comunicazione ricadono in area 67%. La scelta va fatta in base all’attività reale.
Come scelgo il codice ATECO giusto per marketing, social o consulenza digitale?
Il codice ATECO va scelto in base a ciò che fai davvero (servizi prevalenti, modalità di erogazione, mercato). Evita scelte “comode” non coerenti: rischiano contestazioni e calcoli errati del reddito.
Nel forfettario posso dedurre i contributi INPS?
Sì: i contributi previdenziali obbligatori versati possono essere dedotti dal reddito determinato col coefficiente, riducendo la base su cui applichi l’imposta sostitutiva.
Cosa succede se supero 85.000 € di compensi?
In generale, superare la soglia può portare alla fuoriuscita dal regime forfettario secondo le regole vigenti. Se superi 85.000€ ma resti sotto 100.000€, la gestione cambia a seconda delle norme applicabili e dell’anno.
Cosa succede se supero 100.000 €?
Il superamento di 100.000 € può comportare la cessazione immediata del regime forfettario dal momento del superamento, con conseguenze operative (IVA e adempimenti).
Il forfettario conviene sempre ai freelance del web?
No. Conviene spesso quando hai margini alti e costi reali contenuti. Se hai costi elevati (adv, outsourcing, team) o vuoi scalare in modo strutturato, potrebbe diventare meno efficiente.