L’importanza della formazione aziendale nelle crescita di un business

Chiunque creda che il successo della propria Azienda possa prescindere dall’aggiornamento professionale dei propri collaboratori vive di illusioni e presto dovrà arrendersi all’evidenza.

Ogni Organizzazione, che sia un’Impresa od un’Associazione Culturale, ha bisogno di restare costantemente sul mercato e quindi ha bisogno di gestire un processo di formazione continua dei propri dipendenti, collaboratori ed amministratori.

Già gli amministratori!! Gli Imprenditori più illuminati hanno da tempo compreso che i primi ad aver bisogno della formazione professionale sono proprio loro stessi e stanno investendo tempo e denaro per ridefinire le proprie soft skill, cioè le competenze trasversali che consentono ad una persona di essere un leader migliore.

Il vero imprenditore del XXI secolo, sa bene che deve lavorare “sull’Azienda” e non “nell’Azienda” e che quindi la propria formazione sulle soft skills necessarie ad essere un Leader migliore e sempre aggiornato non potrà avere una fine ma soltanto un inizio.

Per i collaboratori invece, è necessario preveder un mix equilibrato di formazione sugli hard skills (formazione di tipo tecnico) e sulle soft skills (competenze trasversali quali il problem solving, la capacità di lavorare in gruppo, la gestione dei conflitti, il public speaking, e molto altro ancora).

Come fare per scegliere gli interventi più idonei?

Per affrontare questo discorso ci siamo rivolti ad un professionista nel settore della formazione aziendale. Si tratta di Leonardo Malagigi, Presidente della Essemme Società Cooperativa di Viterbo che da oltre 10 anni opera sul mercato delle PMI (qui trovate informazione sui loro corsi di formazione a Viterbo e nel resto d’Italia).

Ecco il suo punto di vista

Innanzitutto non bisogna partire dall’urgenza ma dall’importanza di un tema; tutti rincorrono, ad esempio, le scadenze della formazione obbligatoria (sicurezza, igiene, privacy, ecc.) ma trascurano aspetti come l’aggiornamento su nuovi software gestionali o migliori CRM (hard skills) ed anche sulla capacità di parlare in pubblico o di generare fiducia nel cliente (soft skills).

Le ragioni di un tale atteggiamento risiedono principalmente nelle motivazioni economiche che molti imprenditori adducono: “i costi della formazione sono alti”, “non posso sottrarre i miei collaboratori all’attività ordinaria”, ecc.

Se però ci si ferma a riflettere con calma e senza pregiudizi ci si accorge che è inutile mantenere un collaboratore alle attività ordinarie se le sue competenze (hard o soft) non sono più adeguate a svolgere al meglio la sua attività. La logica meglio poco che niente non funziona nel business perché l’unica regola possibile è quella di avere sempre il massimo da ognuno dei componenti della propria organizzazione.

E allora voi che dite, costa meno non mantenere sempre formati se stessi ed i propri collaboratori oppure rende di più curare con attenzione l’aggiornamento professionale di ciascuno?

In un interessante articolo de “Il Sole 24 ore”, pubblicato qualche mese fa, si richiamava l’attenzione dei lettori su come esista un rapporto diretto tra formazione e risultati di business.

La strada giusta, indicata dal famoso quotidiano economico, potrebbe essere quella di stabilire con chiarezza “Cosa, Come e Perché” fare formazione manageriale sia per i Generali (cioè i Titolari e/o gli Amministratori) che per gli ufficiali sottoposti (cioè i Manager ad ogni livello che mandano avanti la gestione operativa).

Ricordiamo poi che il Cosa ed il Come servono a poco se non si tiene in altissima considerazione il Perché, cioè lo scopo ed il fine di ogni azione manageriale incluse quindi anche le scelte relative alla formazione propria e dei propri collaboratori.

Da sempre, ma in particolare da quando il termine “crisi” è entrato di prepotenza nel nostro vocabolario quotidiano, gli Imprenditori 4.0 devono sforzarsi di capire che la formazione continua e l’aggiornamento professionale sono gli unici strumenti in grado di gestire i tumultuosi cambiamenti di contesto ai quali ogni Azienda è continuamente sottoposta.

Quanto sto dicendo non vale certamente soltanto per le Grandi e Medie Imprese ma anche per le Piccole e Micro Imprese perché quest’ultime, proprio per le loro ridotte dimensioni e possibilità economiche, non sarebbero in grado di restare sul mercato qualora restassero indietro in termini di aggiornamento professionale.

Come fare per contenere i costi della formazione? Semplicissimo, basta utilizzare uno dei pochissimi strumenti pubblici effettivamente gratuiti messi a disposizione delle Imprese dalla Stato sin dal lontano anno 2000: i Fondi Paritetici Interprofessionali, dei quali magari parleremo meglio in un’altra occasione.

Dalle parole del Dott. Malagigi si può capire come, grazie ai suoi oltre 20 anni di esperienza, ci siano ancora delle grosse mancanze da parte degli imprenditori nel capire come poter portare il proprio business a fare quel passo decisivo verso soddisfazioni ancora più grandi, in termini economici ma anche personali.

Ad oggi, sono molti gli strumenti che permetterebbero a qualunque dipendente, a prescindere dal livello di impiego, di poter migliorare le proprie conoscenze e, di conseguenza, la qualità del lavoro svolto.