Cravatta Made in Italy: scopri tutte le tendenze del 2020

La cravatta è da sempre stata simbolo di eleganza e stile: c’è chi la utilizza veramente di rado, giusto per presenziare a cerimonie e ricevimenti, e chi invece per lavoro o per passione la indossa praticamente ogni giorno. Riprendendo le parole di Oscar Wilde, che asseriva che una cravatta ben annodata fosse il primo passo serio nella vita di un uomo, possiamo certamente affermare che questo rappresenti ormai molto più di un semplice accessorio. La cravatta non è mai passata di moda: ha cambiato spesso linee, tessuti, canoni, ma è rimasto sempre un accessorio al quale la figura maschile è legata in maniera imprescindibile.

La cravatta ha quindi attraversato intere generazioni, arrivando ad essere ancora oggi di grande tendenza. Vediamo insieme al Cravattificio Lamberto Conti quali sono le tendenze del 2020 in fatto di cravatte made in Italy, non solo in fatto di tessuti, colori e fantasie, ma anche come è necessario indossarle per ottenere un risultato veramente impeccabile.

Occhio alle misure

La cravatta ricopre nella nostra figura una posizione strategica: è subito sotto il viso e per questo è sempre in primissimo piano. Non è da considerare quindi un “dettaglio”, ma va presa in considerazione al pari di una camicia o una giacca. E così come ci preoccupiamo che la camicia sia sagomata al punto giusto e la giacca cada a pennello, è necessario pure che la cravatta rispetti certe proporzioni. In generale, se la cravatta è stretta, il nodo dovrà necessariamente essere piccolo. In caso contrario, con una cravatta larga, si può giocare con un nodo più importante. La cravatta molto stretta, amatissima dai millennials, sta un po’ passando di moda, in favore di una cravatta dalle dimensioni più regolari. Qualsiasi sia la larghezza della cravatta, mai lasciare che superi la cintura dei pantaloni: la punta della cravatta deve terminare almeno due dita sopra.

Fantasia sì, ma con criterio

Negli ultimi anni la cravatta è stata al centro dell’attenzione di stilisti e case di moda: non più semplice accessorio ma vero e proprio mezzo per esprimere la propria personalità. Disegni astratti, floreali, stampe vintage o iconiche hanno arricchito le cravatte, prima simbolo di serietà ed austerità. Nel 2020 si assiste ad un ritorno dell’eleganza più british: nelle situazioni formali si può sfoggiare una cravatta fantasia, purché con microdisegni o con una falsa tinta unita, cravatte originali che si svelano solo dopo averle osservate da vicino. In un ambiente lavorativo è ancora bene andare sul classico. Il lucido, invece, è da riservare solo nelle occasioni dove è richiesta una certa eleganza, quali cerimonie o avvenimenti particolari. Se invece indossi spesso un look elegante-casual tutti i giorni puoi sbizzarrirti con stampe più eccentriche. Ma cosa dire delle texture? Nelle occasioni informali, per questo 2020, via a cravatte tricot tagliate e per l’inverno quelle in puro cashmere.

Un ulteriore tocco di eleganza può essere dato dalle cravatte personalizzate da un piccolo dettaglio come le iniziali del nome, fino ad una completa personalizzazione della trama, dei colori e del tessuto, abbinandola in maniera impeccabile alla nostra giacca o camicia preferita.

cravatte personalizzate

Come si indossa nel mondo

Basta osservare capi politici, ma anche star del cinema o della tv di tutto il mondo per capire come il gusto in fatto di cravatte vari nettamente da un continente all’altro.

Negli USA su 10 cravatte acquistate ben 8 presentano piccoli disegni e motivi. Pochissimi invece quelli che preferiscono la tinta unita, nonostante sia la prescelta da Donald Trump (la sua lunga cravatta rossa che si spinge oltre la cintura dei pantaloni, tanto criticata, è ormai iconica). Anche Barack Obama la indossava rigorosamente a tinta unita, spesso nelle tonalità dell’azzurro. Fan della tinta unita sono gli inglesi, uno tra tutti colui che è una vera e propria icona di stile vivente, ovvero David Beckham.

A preferirle a righe sono invece i Giapponesi. Tra gli abitanti del Sol Levante un esempio tra tutti è lo sceneggiatore, animatore, fumettista e regista Premio Oscar Hayao Miyazaki, che si è dimostrato un vero e proprio fan delle cravatte a righe, sfoggiandole in più di un’occasione.

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